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Fascite plantare e spina calcaneare: cura in 3 fasi

Cos’è la fascite plantare?

La fascite plantare è un’infiammazione della fascia del piede che provoca dolore nell’area di inserzione della fascia plantare solitamente nella zona del calcagno; molto spesso si associa alla spina calcaneare che è una neoformazione ossea presente nel punto di inserzione della fascia del piede. Per una guarigione definitiva della fascite plantare e della spina calcaneare è importante seguire una cura in 3 fasi.

I sintomi peggiorano: sotto carico, durante il cammino, nei primi passi mattutini e dopo essere rimasti fermi a lungo; tende invece a diminuire con il riposo.

Come curarla?

Teoricamente essendo questa una patologia infiammatoria per togliere il dolore bisognerebbe quindi disinfiammare la fascia, questo purtroppo nella maggior parte dei casi non basta. Infatti molti pazienti fanno cure antinfiammatorie con terapie fisiche o semplicemente stanno più a riposo (non facendo sport o cambiando il loro stile di vita). Il dolore diminuisce soltanto non sparendo mai del tutto perché non si elimina la causa meccanica dell’infiammazione.

Per una cura definitiva della fascite plantare  e della spina calcaneare bisogna quindi capire la causa del sovraccarico della fascia plantare che in questo modo si è infiammata. Una valutazione fisioterapica e osteopatica può comprendere la causa meccanica che sta sollecitando in maniera scorretta i nostri piedi.

Perché la fascia plantare può infiammarsi?

La fascia plantare si infiamma a causa di una non corretta distribuzione del carico sul piede e ci possono essere diversi motivi per i quali l’arco plantare può infiammarsi perché diversi possono essere i fattori che condizionano questo scorretto appoggio.

Tra i più frequenti troviamo:

  • Una condizione di maggior sovraccarico di un piede: uno squilibrio posturale, un blocco articolare o muscolare, un movimento ripetuto a lungo possono condizionare il nostro appoggio plantare tanto da creare un sovraccarico di un piede o di una sua specifica zona come quella del tallone.

  • Alterazioni anatomo-strutturali: a livello del piede (come piedi piatti o cavi) e a livello delle articolazioni soprastanti come delle ginocchia, delle anche e della schiena possono squilibrare il carico sul piede.

  • Microtraumi ripetuti nel tempo o traumi improvvisi come distorsioni o fratture.
  • Recenti interventi chirurgici a livello degli arti inferiori come sulle ginocchia (artoscopie e ricostruzioni dei legamenti).

  • Eccessiva pratica sportiva o una condizione di impreparazione al gesto sportivo.

  • Sovrappeso.

  • Scarpe inadeguate o troppo rigide: una calzatura inadeguata può creare una eccessiva sollecitazione della fascia plantare; una scarpa troppo “dura” come quella antinfortunistica può creare una rigidità del piede; una scarpa usurata può non fornire più lo scarico delle tensioni nel momento del contatto con il suolo.

Cosa fare?

Per agire in  maniera definitiva sul dolore della fascite plantare risulta quindi fondamentale seguire un protocollo che preveda delle cure che disinfiammino la fascia ed eliminino le tensioni muscolari e fasciali anomale sul piede, in questo modo il problema non si ripresenterà nuovamente perché il piede torna a lavorare normalmente.

Protocollo in 3 fasi:

1.  Fare delle terapie fisiche come le Onde d’urto e la Tecar Terapia che hanno la funzione di portare più sangue a quell’area del corpo, di indurre un mio rilassamento e di stimolare il microcircolo sanguigno che in questo modo disinfiamma la fascia plantare.

Le onde d’urto prevedono un ciclo di trattamento di 3 sedute fatte una volta a settimana (anche ripetibili più volte) mentre la tecar terapia è consigliabile eseguirla 2 volte a settimana per almeno qualche settimana.

Questo riduce immediatamente il dolore e rende il problema più trattabile.

2° In contemporanea eseguire dei trattamenti manuali di osteopatia e fisioterapia, l’obbiettivo di questi trattamenti è valutare quali sono le disfunzioni del piede e degli altri distretti corporei; analizzare i fattori meccanici che causano il sovraccarico della fascia plantare e quindi ripristinare la normale funzionalità del corpo rimettendo in equilibrio la meccanica corporea.

Si utilizzeranno delle manipolazioni articolari e tissutali, massaggi muscolari e fasciali, allungamenti muscolari e mobilizzazioni articolari. Nell’analisi delle tensioni muscolari sarà fondamentale prendere in considerazione la tensione del muscolo tricipite che è quello che trasmette la forza alla fascia plantare.

Successivamente grazie ad una rieducazione fisioterapica si andrà ad analizzare gli equilibri di forza e propriocezione comprendendo se ci sono dei deficit che quindi possono alterare il controllo motorio del piede. In questo modo si passa alla terza fase proprio quella della rieducazione del movimento.

3° Rieducazione del movimento: in questa fase si ripristinerà il corretto bilanciamento della forza del corpo attraverso esercizi attivi guidati. In base alla richiesta sportiva della persona bisognerà creare il giusto programma di rinforzo e correggere il gesto atletico.

Se anche tu soffri di fascite plantare o spine calcaneari puoi ben capire che ci sono molti fattori da dover analizzare e non basta ‘’ stare a riposo e fare qualche onda d’urto ‘’ ma serve una attenta analisi della biomeccanica con l’impostazione di un programma terapeutico personalizzato.